Piedi spaiati

Penso spesso a un’immagine che solo io vedo ancora 
e di cui non ho mai parlato. 
È sempre lì, fasciata di silenzio, e mi meraviglia. 
La prediligo fra tutte, in lei mi riconosco, e m’incanto.

(Marguerite Duras) 

Bangkok, luglio 2017, foto di Carlo Nubile
Bangkok è una prostituta coi piedi spaiati. Porta i tacchi alti anche quando piove, ogni tanto inciampa, sbanda, si fa prendere da dettagli irrilevanti o inconsistenze, e così perde di vista l’orizzonte. La nostra Bangkok ci assomiglia parecchio, e ha pure questi piedi strabici, dispari, che non la radicano e non la ancorano alla realtà; e allora lei fluttua, incurante, un po’ smarrita, in mezzo allo smog, al cielo di cemento e queste cose qua. Sì, è un po’ la nostra sorella maggiore, non di certo nostra madre, perché Bangkok ha sempre avuto un rapporto di complicità con noi: ci fa il solletico e ridiamo insieme, e noi ragazze semplicemente l’adoriamo.
All’alba, come lei, torniamo bambine. Per qualche minuto di splendore, anche noi torniamo piccole, e ci dimentichiamo le mani di chi ci compra e ci invecchia.
Bangkok all’alba si lucida e scintilla nell’intimo, anche se ha un fondo torbido che l’accompagna ovunque: quasi la droga quell’atmosfera un po’ sporca, sbavata, che le hanno costruito addosso negli anni. Succede anche a noi, certe volte. All’alba sghignazziamo, ci togliamo le scarpe. I pensieri si diradano e ci sembra tutto facile, ma poi puntuali tornano sempre quelle mani rapaci, insipide. Quelle dei nostri clienti, per capirci, che fanno solo una cosa: ci invecchiano.

(Estratto da "Piedi spaiati", Le febbri, Clara Nubile, 2017)

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