Il bacio della donna ragno

Era in cella con Molina e Valentìn, era lì dentro con loro, e attendeva impaziente la prossima storia, il film che si sarebbe riversato lento su di loro, come acqua preziosa.
Qualcuno le aveva rivelato che "leggere" significa "io ho sete", e la luce fluttuava densa, come nuvole accese, quando sfogliava le pagine.
Aveva molta sete in giornate come queste, quando il vento le scardinava il cuore e canticchiava a una lucertola, sua compagna a colazione.
A volte si sentiva già parte di un mondo estinto, in cui non esistevano né razze né confini ma solo lanterne e libri.
Poi si ricordava, che c'era l'Adriatico, da qualche parte. L'attendeva, con la pazienza infinita di un amante o di un ragno.
E allora tutto tornava, aveva un fugace, ridicolo senso.

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