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la voce

la voce era come un amo, e ti infilzava il cuore. Lento, te lo infilzava e poi squarciava piano, ti sconquassava l'anima, e da quel contatto - sconvolgente come un uragano - dal tuo cuore sgorgavano squame, e quelle scaglie argentate si ricomponevano e diventavano un pesce, forse una carpa, che nuotava all'infinito, libera infine da qualsiasi guscio, corazza necessaria a sopravvivere, e tutto era fluttuante come l'acqua che ti trasportava, un'acqua verde, speranzosa, magica.

Mentre la voce cantava, si era materializzato un caminetto: sotto quel caminetto lei fumava la sua malrboro rossa ("l'unica cosa buona che l'America aveva dato al mondo", come aveva più o meno scritto Pamuk in un libro, Neve, che in un momento necessario, difficile della tua vita avevi amato molto) e nel brillio di quella sigaretta c'era tutto: il vostro amore, sconfinato, che andava al di là dei regni, il calore delle sue mani, e quel modo tutto suo di accoglierti in casa, c…

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